L’Aula Magna del Liceo “Alessandro Manzoni” di Latina ha accolto il primo di una serie di incontri mensili nelle scuole previsti nell’ambito del progetto “Violenza di genere e bullismo” realizzato dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Rotary Club Latina. La nuova iniziativa è dedicata al contrasto della violenza sulle donne, un nuovo progetto dedicato al contrasto della violenza sulle donne, rinnovando e ampliando il percorso avviato con successo nel corso dello scorso anno.
«Come uomini e rotariani – spiega Francesco Simeone Presidente del Rotary Club Latina a proposito del progetto – condanniamo con fermezza ogni forma di bullismo e violenza di genere. Questi comportamenti minano la dignità della persona e la coesione della nostra comunità. Il Rotary con questo progetto ribadisce l’impegno nel promuovere rispetto, educazione e dialogo. Solo insieme possiamo costruire una società più giusta e sicura per tutti».
L’obbiettivo è diffondere messaggi di informazione, prevenzione e sensibilizzazione sul tema della violenza di genere. Il progetto si avvale del contributo della Procura di Latina e del Garante per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, figure istituzionali centrali nella tutela delle vittime e nella promozione di una cultura del rispetto, oltre che della Questura e dal Rotary Club Latina che nell’incontro del Manzoni era rappresentato dal vicepresidente Giuseppe Bonifazi, dalla Segretaria Cristiana Tagliaferri, coordinatrice del progetto, dai soci Mariano Macale e Laura Luna, psicologa e insegnante.
Davanti agli alunni delle classi terza, quarta e quinta del Liceo Manzoni i relatori hanno con diverse sfumature sottolineato che la necessità di creare nel nostro Paese una cultura del rispetto, tale da rendere il contrasto alla violenza di genere una responsabilità condivisa e quotidiana.
«Se questo processo di crescita culturale – ha sottolineato il Questore di Latina Fausto Vinci rivolgendosi ai giovani interlocutori – non parte da voi, il problema della violenza non sarà mai risolto». Poi l’esortazione a non sottovalutare le prime avvisaglie di un comportamento violento, a denunciare: «Apritevi a chi vi sta vicino – l’invito del Questore – se sapete, denunciate e salvate le vite delle vostre amiche. E a chi compie violenza, fisica o psicologica, ricordo che per questi reati si va in galera».
In precedenza da parte del Procuratore Aggiunto Luigia Spinelli era venuto un analogo invito: «Non vi tenete tutto dentro, parlate con chi vi sta vicino, chiedete consiglio, date la possibilità agli altri di aiutarvi». Un intervento che tra l’altro ha chiarito l’inquadramento giuridico in materia di violenza sulle donne: «C’è la violenza fisica ma anche quella psicologica, la manipolazione, i reati di stalking, le condotte persecutorie. E’ reato carpire i dati di una persona dal suo telefono, diffondere immagini intime. Tutte queste sono condotte che portano al carcere. Chi le subisce deve ribellarsi».
Dal Garante per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio Monica Sansoni la denuncia dei ritardi dell’Italia nell’iniziative atte a contrastare il femminicidio: «Per il mio ruolo istituzionale partecipo di frequente a tavoli europei che trattano questa problematica e in quelle sedi emerge che siamo ancora molto indietro nelle politiche, nelle azioni, nei servizi a supporto della lotta a questo fenomeno. Ma ancora prima dello Stato, il contrasto deve venire da giovani e dalla consapevolezza che certi atteggiamenti non rientrano nella normalità, non sono l’espressione della gelosia o di un eccesso d’amore e bisogna reagire».
Esortati dai relatori, gli studenti sono loro stessi diventati i protagonisti dell’incontro con domande e riflessioni: «Siamo qui per questo – aveva sottolineato nel suo intervento il Procuratore Aggiunto Spinelli – per aprire un dialogo, per avere un contatto diretto con i giovani».
Il prossimo incontro è in programma il prossimo 10 dicembre presso il Liceo Scientifico “Ettore Majorana”, in Via Sezze a Latina












