Il progetto “Violenza di genere e bullismo” realizzato dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Rotary Club Latina nei giorni scorsi ha fatto tappa al Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Latina, incontro che segue il precedente appuntamento ospitato dal Liceo “Alessandro Manzoni”. Come noto l’iniziativa è dedicata al contrasto della violenza sulle donne, rinnovando e ampliando il percorso avviato con successo già nel corso dello scorso anno.
L’obbiettivo del progetto è diffondere messaggi di informazione, prevenzione e sensibilizzazione sul tema della violenza di genere. Il progetto si avvale del contributo della Procura di Latina e del Garante per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, figure istituzionali centrali nella tutela delle vittime e nella promozione di una cultura del rispetto, oltre che della Questura e dal Rotary Club Latina che nell’incontro del Majorana era rappresentato dalla Segretaria Cristiana Tagliaferri, coordinatrice del progetto, dalla Presidente della Commissione “Nuove Generazioni” nonché coordinatrice dell’Interact del Liceo Majorana Paola Di Gioia, e dai soci Mariano Macale e Laura Luna, psicologa e insegnante.
Davanti ad una platea di studenti delle classi terza, quarta e quinta del Liceo Majorana, presente il dirigente scolastico Domenico Aversano, i relatori hanno sottolineato con forza la valenza del dialogo con la famiglia, la scuola, gli amici da parte di chi subisce violenza, in qualsivoglia forma si questa si esprima.
«Siamo di fronte ad un problema che prima di tutto è culturale – ha sottolineato nel suo intervento il Sostituto Procuratore Martina Taglione – dobbiamo imparare come stare in una relazione. Dobbiamo cogliere i pericoli di un rapporto tossico fin dai suoi primi segnali, quando interveniamo noi è già troppo tardi. Ci sono diversi campanelli d’allarme che ci possono fare comprendere che il nostro è un rapporto malato, non vanno assolutamente sottovalutati. Apritevi a chi vi sta vicino e chi sa, denunci». Un concetto ribadito dal Questore di Latina Fausto Vinci: «Non rimanete soli _ il suo invito – nella solitudine siete perdenti. Alla vostra età non siete in grado di gestire certe situazioni e chi sa, deve parlare. Denunciare il rapporto tossico di chi conosciamo non significa fare la spia ma salvare un’amica, una conoscente». E non si pensi che la violenza di genere sia un fenomeno estraneo al tessuto sociale di Latina: «Le forme di violenza di genere sono in continuo aumento _ ha evidenziato il Questore – nel 2025 i nostri interventi sono stati 300 e ho emesso 200 ammonimenti e in quest’ultimo caso soltanto il 15 per cento di chi ha ricevuto il provvedimento ha reiterato il proprio comportamento molesto».
Facendo propria l’esortazione dei relatori, gli studenti presenti hanno dato vita a un vivace e coinvolgente confronto, intervenendo con domande e testimonianze in qualche caso drammaticamente sincere, e denunciando la propria difficoltà nel comprendere il pericolo, nell’aprirsi in famiglia o a scuola, nell’essere compresi.













